Orto Botanico di Padova: giardino dei semplici e palma di Goethe

Biodiversità, storia e letteratura si incontrano nel più antico Orto Botanico al mondo.

L’Orto Botanico di Padova è uno di quei luoghi visitati spesso più dai turisti che dai suoi abitanti.
Tutti sanno che è lì, in un punto tra il Santo, Prato della Valle e Santa Giustina ma se gli chiedi dov’è forse la risposta non è così scontata.
Io sono (ora posso dire ero) una di loro.
L’Orto Botanico di Padova ha circa 500 anni e nasce per la coltivazione delle erbe ad uso medicinale, un giardino dei semplici. Successivamente si arricchisce di piante provenienti da diverse parti del mondo, soprattutto dai paesi con i quali la Repubblica di Venezia ha intrattenuto rapporti commerciali o di altro genere.
E’ per questo motivo che l’orto patavino ha da sempre un ruolo importante nello studio delle specie esotiche.

La struttura antica dell’Orto Botanico ti accoglie con una recinzione interna circolare, divisa in settori tematici con 4 ingressi.  Nel cinquecento non c’era il muro perimetrale ma fu costruito successivamente a casa dei furti di erbe medicinali.

La prima sensazione che ho provato è stata “cavoli che noia, passare da un pianta all’altra leggendo cartelli incomprensibili” poi, mano a mano che passavo da un settore all’altro, sono entrata in un’altra dimensione. Tra una pianta che potevo avere anch’io sul terrazzo (beh se la trovi in un orto botanico automaticamente assume un altro valore), alle piante più strane, a quelle velenose (avete presente quelle letali che sentono solo nei film o si vedono nei libri di storia?).

Sarà stata l’assenza del rumore del traffico, sarà stato l’ossigeno rilasciato dalle piante o la cura costante che ogni pianta riceve, è comparsa una sensazione di appagante armonia che mi ha fatto completamente dimenticare che volevo dedicare alla visita solo 2 ore.

Risultato: rimandati gli altri impegni della giornata!

Un posto speciale è riservato alla famosa Palma di Goethe che di particolare ha solo il fatto di aver colpito il letterato per la particolare bellezza delle sue foglie. Pur essendo una specie detta nana ora, protetta nella sua serra, ha raggiunto i 10 metri d’altezza.

Da qualche anno l’Orto Botanico di Padova è stato arricchito di una nuova area: un’area espositiva e, soprattutto, il giardino delle biodiversità.

Alla nuova zona si accede da un ponticello seminascosto: un grazie speciale al personale della biglietteria per avermi avvisata, non l’avrei mai trovata!

Si apre un meraviglioso prato con vasche di ninfee e fontane in fondo al quale si affaccia la chiesa di Santa Giustina.

Alla sinistra sorge una costruzione moderna costituita da una teca di oltre 100 metri che permette di ridurre al massimo l’impatto ambientale sfruttando l’energia solare.

Nel giardino delle biodiversità il nostro pianeta è raccontato dal punto di vista delle piante, il loro ruolo rispetto all’uomo e la loro evoluzione come cibo e medicina.

Una passeggiata, anche aerea, letteralmente immersi in quattro microclimi  e cinque continenti.

E’ chiaro che l’esperienza mi è piaciuta moltissimo! Da rifare magari ad ogni cambio di stagione per godere al massimo dei cambiamenti della natura. Sapete che esiste anche il biglietto annuale?

Padovani vivetevelo sto angolo di paradiso, vi cambia la giornata!

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4 thoughts on “Orto Botanico di Padova: giardino dei semplici e palma di Goethe

  1. La parte dell’orto botanico che preferisco è quella vecchia, alcuni alberi sono così grandi e belli che vien voglia di abbracciarli.
    Sono inoltre pazza per alcune piantine sensibili al calore, se sfiori le foglie con una fiammella le abbassano subito, carine.
    È un posto ZEN

    1. Condivido pienamente, è proprio un posto ZEN. Proponiamo un biglietto annuale così da godercelo ogni volta che abbiamo bisogno di ricaricarci? 😀

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