Villa Rana (o Da Mosto), un palazzo veneziano a Loreggia

Vi ho mai detto che sono un’informatrice turistica di Valle Agredo?

In una delle lezioni pratiche ci hanno fatto visitare Villa Rana a Loreggia. Ecco cosa ho scoperto. Dove ora passa la Statale Provinciale 307 “del Santo” una volta passavaProspettiva da via Roma la via Aurelia e il nome di Loreggia deriverebbe proprio dalla storpiatura dialettale dalla via romana che l’attraversava. Villa Rana si trova in via Roma (sarà un caso?) ed è l’attuale sede comunale. E’ un palazzo che risale al 1500-1600. Il nome originale era Da Mosto in quanto apparteneva a questa ricca famiglia veneziana. La zona a cui apparteneva Loreggia era a vocazione contadina, sotto il dominio veneziano, e amata particolarmente per i corsi d’acqua che l’attraversano: il Tergola e il Muson dei Sassi. Spesso ci costruivano le loro case dominicane, per controllare i campi.

Questo è invece un Palazzo ed era usato come residenza estiva (infatti non ci sono i camini). Particolari lasciati volutamente coperti Finti quadri con cornice di stuccoNell’800 il nuovo proprietario, Luigi Rana, la amplia e la decora. Nei lavori eseguiti si possono notare dei particolari che ricordano lo stile del Palladio, forse il signor Rana voleva proprio fare un omaggio all’architetto di cui amavo lo stile. Negli anni ’20 il Comune di Loreggia l’acquista per farne la nuova sede comunale. Ora vi porto a fare un piccolo tour virtuale!

Siete in via Roma, attraversate la strada (mi raccomando fate attenzione è molto trafficata) e mettetevi sul lato opposto per vedere la facciata nella sua totalità. E’ esposta ed est, come da tradizione, ha due ordini di logge a tre archi ed un timpano a conclusione che contiene lo stemma con le iniziali LG. A decorare le finestre dei delicati stucchi a forma di conchiglia. Particolari della facciata a sudL’entrata vera è propria sarebbe quella che vedete oltre il piccolo cancello. Molto probabilmente li troverete sempre chiusi ma avvicinatevi e sbirciate il soffitto e le pareti decorate a stucchi. Per entrare andate alla vostra sinistra e attraversate la struttura che accoglie i nuovi uffici comunali.

Immaginate però di entrare da quel cancelletto, troverete un ingresso a forma di T con le finte statue di Dante e Galileo Galilei pronte ad accogliervi. Alle pareti della parte più ampia 12 quadri (anche questi finti) con le cornici a stucco dove sono rappresentati altrettanti personaggi in costume. Le decorazioni interne, risalenti a metà dell’800, sono state realizzate da Porta a vetrataFrancesco Armano. Luigi Rana, con i suoi lavori, non ha coperto il passato come spesso si usava fare ma pur ampliando il palazzo ne ha fatto un recupero conservativo. Un atteggiamento decisamente innovativo.

Nell’ingresso potete notare infatti dei particolare lasciati volutamente scoperti a testimonianza di ciò che Sophora japonicaera l’antico palazzo alle sue origini. Importante opera di restauro è stata fatta negli anni ’90 anche a seguito di un incendio che ne ha danneggiato le pareti interne. Al piano superiore, un grande spazio usato spesso per accogliere mostre. Come detto prima una parte degli uffici sono stati spostati nel vicino edificio moderno. La cosa curiosa è che il progetto, pur essendo moderno ed eseguito con materiali completamente diversi, ne riprende le linee essenziali.

Mi ha colpito la centenaria sophora japonica integrata perfettamente nella nuova struttura. L’edificio infatti ha una scalinata interna con una parete semicircolare a vetri che salendo permette di ammirarla mentre il Palazzo antico ne fa da sfondo. Non a tutti Villa Rana piace, forse non ci trovano niente di particolarmente bello. Del resto tutto il territorio vicino è costellato da ville ben più imponenti e infondo noi italiani siamo quasi assuefatti dalla bellezza che ci circonda. E’ visitabile tutti i giorni negli orari di apertura degli uffici e non costa nulla.

Ma perché non farci un giro se si è da quelle parti? Io sono convinta che troverete qualcosa che vi piace. Fatemi sapere!

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