Villa Selvatico: storia, terme e…tanti progetti!

Finalmente è arrivato il momento di visitare quella Villa che spicca sul colle Sant’Elena, a Battaglia Terme, ed ogni volta che passavo di là finiva nella mia (lunghissima) lista delle cose da vedere. Ho colto l’occasione offerta dai ragazzi di Affresco Euganeo, conosciuti quest’inverno per una degustazione di birra nostrana abbinata ad una passeggiata nel centro storico di Padova.

Arrivati al cancello del parco conosciamo la nostra guida, la nostra bravissima e molto preparata guida: Stefano! Custode della villa che conosce, letteralmente, ogni suo angolo. Percorriamo il sentiero che ci porta all’ex stabilimento termale dell’INPS. L’edificio del ’36 è del tutto abbandonato, se ne legge solo la scritta ma, a mio parere, non dev’essere stato un granché neanche nel suo periodo migliore. Spero nel recupero previsto dai progetti dei nuovi proprietari!

Ed eccola, bellissima, Villa Selvatico in cima alla scalinata di ben 144 gradini (per fortuna li abbiamo fatti solo in discesa!). Guardandola non è possibile individuare uno stile architettonico ben preciso, il progetto non sarebbe firmato ma frutto del gusto particolare dei Selvatico (padre e figlio). Ecco convivere armoniosamente una cupola orientaleggiante in piombo con merlature medievali e qualche cenno barocco. L’entrata principale è rivolta al canale della Battaglia che al tempo ne rappresentava il naturale accesso. Prima di passare all’interno, Stefano ci porta alla scoperta del giardino ideato dal Jappelli, nome che non ha bisogno di presentazioni. L’idea era quella di rappresentare un percorso ideale dall’inferno al paradiso: il primo evocato soprattutto d’inverno dai vapori termali dei laghetti (l’acqua raggiunge i 72°), il secondo rappresentato dalla villa che si eleva sul colle di circa 32 metri.

Entrando la prima cosa che colpisce è sicuramente il salone affrescato con le storie di Antenore, il mitico fondatore della città di Padova. Alzando lo sguardo al centro del piano nobile poi un gioco di prospettive per dare l’illusione di una profondità che in realtà non c’è.

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Il piano superiore non riserva le stesse pareti decorate, solo alcuni affreschi o le loro sinopie (disegni preparatori). Stefano ci racconta che ad un certo punto fu istituita una tassa sugli affreschi e i proprietari pur di non pagare li hanno coperti! Al centro della sala del secondo piano si può ammirare la parte sottostante della cupola che, grazie alle decorazioni, sembra abbia la stessa profondità che ci si aspetterebbe dopo averla vista dall’esterno.

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La visita in sostanza si conclude qui ma ad essere sincera non sono del tutto soddisfatta! Vorrei aver esplorato ancor di più il parco, aver avuto la possibilità di visitare la chiesetta dedicata a Sant’Elena o vedere la grotta sudorifera (non so se questo sia possibile, indagherò). Dopotutto è ad un passo da casa e non mancherà sicuramente l’occasione di tornare.

Qualche curiosità

In alcune occasioni la Villa ha ospitato Vip in cerca di totale privacy e al suo interno sono state girate alcune scene dell’ultimo film di Mazzacurati “La sedia della felicità”.

Ma qual è stato l’uso di questa villa, nei secoli? All’inizio dell’800 fu avviato uno stabilimento termale, sfruttando la grotta sudorifera di Sant’Elena ma anche a quei tempi c’era chi non paga i propri debiti e l’impresa ben presto fallì. Più recentemente, negli anni ’90, si è tentato il recupero del complesso per trasformarlo in un hotel di lusso ma nonostante l’ingente investimento che ha portato al quasi totale restauro, anche questo tentativo si è arenato. Gli attuali proprietari, sembrerebbe, abbiamo l’intenzione di affiancare alla villa un centro di riabilitazione sportiva (nell’ex stabilimento INPS) e la creazione di un glamping a basso impatto ambientale e in totale armonia con il meraviglioso ambiente circostante.

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9 thoughts on “Villa Selvatico: storia, terme e…tanti progetti!

  1. Sono stata anch’io alla visita, fa venir voglia di tornare e godere di piu’ dei laghetti del parco e della bellissima terrazza, Stefano è guida eccelsa, non ci si stanca mai di ascoltarlo.
    Speriamo che si realizzino i progetti approfitterei volentieri del Campeggio ecologico/chic

    1. Ti ringrazio Franco.
      Non ho notizie recenti ma credo che la villa sia ancora lì in attesa di un futuro degno della sua storia.
      Chissà quante persone sono passate nello stabilimento termale e quante hanno goduto del giardino progettato da Jappelli!

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